Sindrome dell’edificio malato: di cosa si tratta?

Con Sindrome dell’edificio malato, in inglese Sick Building Syndrome (SBS), si fa riferimento a una condizione in cui gli occupanti di un edificio manifestano una serie di sintomi e patologie aspecifici (ad esempio mal di testa, irritazione agli occhi, spossatezza, ecc.) che sembrano essere collegati al tempo trascorso all’interno dell’edificio stesso e che non sono ascrivibili a malattie o cause specifiche. La Sindrome dell’edificio malato è quindi connessa agli ambienti indoor come uffici, scuole, abitazioni, case per anziani, ambienti ospedalieri, e di solito si presume sia causata da una scarsa qualità dell’aria interna.

La Sick Building Syndrome è stata identificata per la prima volta negli anni Settanta e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto del 1984, suggeriva che fino al 30 per cento degli edifici nuovi e ristrutturati poteva avere problemi di qualità dell’aria interna.

 

Qualità dell’aria indoor: che cos’è e da cosa è determinata

Che cosa si intende per qualità dell’aria interna? La qualità dell’aria interna, detta anche Indoor Air Quality (IAQ) fa riferimento all’aria che respiriamo negli ambienti confinati (di questa categoria non fanno parte gli ambienti di tipo industriale).
Il tema dell’inquinamento indoor è particolarmente complesso e importante, soprattutto perché oggi trascorriamo gran parte delle nostre giornate in spazi chiusi e perché questi, per ridurre le dispersioni termiche e assicurare un maggiore risparmio energetico, sono sempre più “ermetici”.

Come ci ha spiegato l’Ingegner Massimo Stefano Venco in un precedente articolo sull’Indoor Air Quality, una scarsa qualità dell’aria interna è determinata da una serie di fattori che vanno dalla presenza di grandi quantità di particelle solide o liquide, gas e vapori, al mantenimento di inadeguati livelli di umidità relativa, temperatura e velocità dell’aria.

 

Le patologie associate a una cattiva Indoor Air Quality

La Sindrome dell’edificio malato non è l’unica condizione collegata a una scarsa qualità dell’aria indoor. Ad essa, infatti, sono anche connesse la Building-related illness (BRI), ovvero le malattie associate agli edifici, e la Multiple chemical sensitivity syndrome (MCS), ovvero la Sindrome da sensibilità chimica multipla.

Con Building-related illness ci si riferisce a patologie con un quadro clinico definito e un agente causale noto presente nell’aria dell’edificio (degli esempi possono essere la Legionellosi o la febbre da umidificatore). Mentre la Sindrome da sensibilità chimica multipla è un disturbo cronico dovuto all’esposizione a sostanze chimiche in quantitativi inferiori rispetto a quelli solitamente tollerati da altre persone. C’è da dire, però, che la comunità scientifica sta discutendo in merito all’effettiva esistenza e definizione di tale patologia.

 

Sindrome dell’edificio malato: quali sono i sintomi?

Come dicevamo, la Sindrome dell’edificio malato è caratterizzata da sintomi aspecifici come, ad esempio, mal di testa, irritazione agli occhi, al naso e alla gola, tosse secca, nausea, irritazione alla pelle, difficoltà a concentrarsi e spossatezza. La causa dei sintomi è sconosciuta e questi, di solito, scompaiono dopo aver lasciato l’edificio. Nonostante si tratti di manifestazioni di lieve entità, come spiega il Ministero della Salute, i casi di Sindrome dell’edificio malato che avvengono negli ambienti lavorativi possono causare un significativo calo della produttività.

 

Quali sono le cause della Sindrome dell’edificio malato?

Passando alle cause scatenanti, queste non sono ancora ben chiare; più probabilmente, sono multifattoriali e variabili caso per caso. Tra gli elementi che potrebbero influenzare l’insorgere della sindrome c’è una scarsa ventilazione dei locali (elemento fondamentale per garantire una buona qualità dell’aria interna), la presenza di contaminanti chimici, ad esempio composti volatili emessi da elementi di arredo, di costruzione oppure da detergenti e fumo di tabacco, e di contaminanti biologici come virus, batteri, pollini e muffe.
Anche altri aspetti possono influire, per esempio inadeguati livelli di temperatura, umidità e illuminazione, oppure uno stress elevato. Individuare una singola causa è quindi difficile, dato il grande numero di fattori che può provocare questa condizione.

 

Come migliorare la qualità dell’aria interna

Il mantenimento di una buona qualità dell’aria interna, dunque, gioca un ruolo chiave nel prevenire l’insorgere della Sindrome dell’edificio malato e, per migliorare l’Indoor Air Quality sia sul luogo di lavoro che a casa, bisogna mettere in atto una serie di accorgimenti.

Per diluire le sostanze inquinanti che possono essere presenti negli ambienti confinati, innanzitutto è fondamentale garantire un adeguato ricambio d’aria tra l’esterno e l’interno.
Questo è importante anche in ambito residenziale: come dicevamo, gli edifici moderni tendono ad essere più isolati termicamente e l’apertura delle finestre può non essere sufficiente ad assicurare un buon ricircolo d’aria. In questo caso, un impianto di ventilazione meccanica controllata rappresenta la soluzione più adeguata: scopri tutti i vantaggi di questa soluzione leggendo l’articolo sulla VMC per appartamento.

Non meno importante è gestire correttamente la manutenzione e la pulizia degli impianti di climatizzazione. Ancora una volta, il consiglio si estende all’ambito domestico: se possiedi un climatizzatore, ricorda di pulire periodicamente i filtri per far sì che lavorino sempre in modo efficiente.

In più, vanno sempre tenuti sotto controllo i tassi di temperatura e di umidità. Per quanto riguarda quest’ultima, in particolare, potrebbe interessarti sapere come scegliere il deumidificatore giusto per la casa. Si tratta di una soluzione ideale, infatti, per ridurre il livello di umidità all’interno dell’abitazione e ripristinare la salubrità dell’aria.
Da non sottovalutare, infine, la scelta dei prodotti di pulizia, degli arredamenti, delle finiture e delle pitture impiegati all’interno delle abitazioni, in quanto anche questi elementi possono influire sull’inquinamento indoor.

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l'autore

  • Giuseppe Mannino

    Giuseppe Mannino

    Responsabile marketing e specialista in sistemi basati sull’utilizzo di energie rinnovabili termiche. Lavora nel settore da 20 anni, prima alle dipendenze di una importante realtà industriale europea produttrice di pompe di calore e, dal 2015, all’interno del team ML Group.

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